Oggi inizia ufficialmente la settimana che precede il Mercato dei Vignaioli Indipendenti a Piacenza.
E quindi per me oggi inizia ufficialmente quella settimana che sa di attesa, dove l’ultima cosa che vorrei è proprio dover aspettare. Così, quasi per ingannare il tempo, come tutti gli anni, stasera ho dato il via alla pianificazione per creare un percorso di senso logico tra i 500 vignaioli presenti: prima si seleziona la regione, poi la tipologia, poi un po’ di storia…
Ma tanto lo so che il mio piano non durerà molto, perchè sicuramente dopo poco mi farò distrarre. Da un volto, da una storia, da un’etichetta. Perchè qui ho scoperto che è facile concedersi il lusso di lasciarsi stupire, di andare a sentimento. Era il 2012, di vino non ne capivo nulla, pensavo solo di fare un weekend fuori porta, e invece mi sono rirovata catapultata in un mondo che non sono più riuscita a guardare solo da fuori. Sì, insomma, ci sono capitata per caso, e per scelta ho deciso di tornarci, anno dopo anno.
Il Mercato Fivi è una specie di grande casa, una sorta di famiglia allargata, dove tutti i componenti (organizzatori, espositori e visitatori) sono accumunati dalla stessa passione. Qui non ci sono presunti professionisti a riempirti di numeri. Qui entrano in gioco le percezioni di chi il vino lo fa, di chi lo vede nascere dalla vigna. Qui la storia del vino si intreccia con quella del suo vignaiolo e viceversa, ed è talmente inevitabile che dopo un po’ non riesci più ad immaginarti l’uno senza l’altro.
Qui capisci che serve una buona dose di sana follia per fare di questo mondo la tua vita. Che serve tanto coraggio per abbandonare una strada sicura, in cambio di una miriade di incertezze, ma che per essere felice non potresti fare altrimenti. Mi piace pensare che quel coraggio sia un pò come il ciclone, nel film di Pieraccioni, che “quando arriva, non ti avverte. Passa, piglia e porta via. E a te non ti resta che rimanere lì, bono, bono a guardare e a capire che se non fosse passato, sarebbe stato parecchio, ma parecchio peggio.”
Al mercato di Piacenza tutto questo lo respiri a 360°. Ecco perchè questa non è una fiera. Ecco perchè mi piace portarmi a casa le bottiglie di chi mi ha trasmesso qualcosa, per condividerle con chi mi assomiglia un pò.
Ecco perchè tra tutte le manifestazioni legate al mondo del vino, questa resta in assoluto quella a cui devo di più.
-5!

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