Anteprima Amarone 2014.

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“Non giudicare sbagliato ciò che non conosci, cogli l’occasione per comprendere.” (Pablo Picasso)

Tre settimane fa, lunedì. Uno di quei lunedì in cui ti ritagli il tempo per dedicarti a quello che ami fare di più.

Eccola la mia Anteprima Amarone 2014, che probabilmente verrà ricordata semplicemente come Anteprima Amarone 50 in onore dei 50 anni dal riconoscimento della Doc, ma sopratutto perchè di vino relativo a quell’annata se ne è visto ben poco. Pare che da quest’anno se il vino non fosse già stato imbottigliato non si potesse presentare, quindi per molti “Anteprima 2014″….senza 2014! 😐

La verità è che il 2014 è stato uno di quegli anni difficili ovunque dal punto di vista climatico, e in Valpolicella non ha fatto sconti: pioggia, pioggia e ancora pioggia ☔, ed è risaputo che l’uva non ne ha bisogno. Ne consegue che parte della produzione sia andata perduta e quindi molti produttori abbiano deciso, un po’ per la scarsa quantità, un po’ per timore che un prodotto insolito avrebbe compromesso il nome della propria cantina, di “declassare” i vini ottenuti da quelle uve. Qualcuno invece ha avuto la possibilità e quella dose di coraggio, o incoscienza (dipende sempre dai punti di vista) di provarci lo stesso.

Premetto che anche io ero inizialmente prevenuta, ma da questa Anteprima mi porto a casa la consapevolezza che l’Amarone 2014 non sia un vino inferiore, ma semplicemente un prodotto diverso, che ha avuto un percorso pieno di “sfortune” ancora prima di nascere, che deve reggere un confronto con antenati tutti d’un pezzo. La verità è che lui non sarà mai grande e grosso perchè non ne possiede il fisico. Mentre gli altri giocano sulla forza, sull’intensità e sull’evoluzione, lui arriva in punta di piedi con la sua freschezza, la sua acidità e qualche spigolo ancora da smussare.

Diverso non significa peggiore. Sta tutto nelle aspettative di chi tiene il calice in mano. Questo 2014 ci ricorda prepotentemente che quando assaggiamo un vino dovremmo prendere in considerazione le peculiarità di ogni vendemmia, particolare che troppo spesso tendiamo a dimenticare. Fare vino è dover fare i conti con qualcosa che non si può governare, la natura. La bravura sta nel saper valorizzare le caratteristiche dell’annata, nel coglierne i pregi, nel tramutare i difetti in punti di partenza.

Non entro nel merito della scelta di produrre o meno questa tipologia per questo anno di riferimento. Ognuno ha seguito il proprio interesse o la propria passione, qualcuno davvero non ha potuto metterlo in commercio. La vera domanda è: perchè partecipare all’Anteprima Amarone 2014 se la decisione è stata quella di non produrlo? 😞 Credo che resteremo con il dubbio. Nel frattempo non ci resta che aspettare l’evoluzione di chi quest’annata ce l’ha fatta assaporare. Per vedere se il brutto anatroccolo diventerà un cigno o qualcosa di simile.

In fondo è proprio l’Amarone che ci ricorda che da un errore può nascere qualcosa di unico, perciò mi piace pensare che di un’annata in salita ci si possa ancora stupire. ✌

 

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